Grid Parity - Siamo Pronti a compiere il grande passo dell'autosufficenza energetica

Il fotovoltaico è un settore sempre più vicino alla Grid parity, l’importanza di questa tecnologia sta aumentando anche grazie alla consapevolezza di vantaggi e benefici, alla discesa dei costi, a nuovi target ambientali: questo quanto emerso dal convegno PV Investment Grade organizzato da SMA Italia ed Energy & Strategy Group del Politecnico di Milano.

“Il fotovoltaico sta crescendo in maniera inarrestabile e a livello globale sarà la principale fonte di riferimento, il consumo globale di energia dovrebbe aumentare del 2% annuo soprattutto a causa della crescita economica nei paesi emergenti e ci si aspetta una sostituzione delle fonti energetiche fossili a favore delle energie rinnovabili vista la veloce riduzione dei costi dell’elettricità dovuti all’utilizzo dell’energia solare ed eolica” ha sottolineato Valerio Natalizia, Regional Manager SMA South Europe.

Gli obiettivi di miglioramento climatico stanno portando a nuove regolamentazioni che puntano alla sostenibilità e a soluzioni eco-compatibili che comportano la sostituzione  di caldaie a petrolio e gas, alla riduzione obbligatoria di emissione di CO2 e a un incremento della mobilità elettrica.

A livello mondiale il fotovoltaico nel 2016 si è attestato su 75 GW di installazioni, Cina, Stati Uniti e Giappone sono i primi tre paesi, basti pensare che circa la metà dell’installato complessivo (34,5 GW) è proprio in Cina, mentre solo l’8% del mercato complessivo è in Europa.

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PROGRAMMA MANUTENZIONE GRANDI IMPIANTI O & M - chiedi un preventivo gratuito

NOVAENERGY SRL offre ai propri clienti un programma completo di manutenzione degli impianti fotovoltaici, un servizio che va dalla manutenzione ordinaria ed elettrica alla pulizia e gestione del verde.

MANUTENZIONE ELETTRICA

Manutenzione locale cabina MT;
Manutenzione locali quadri elettrici BT;
Manutenzione impianto di terra.

La manutenzione elettrica riguarda i seguenti interventi che solitamente vengono effettuati con cadenza semestrale.

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Bollette, da 2018 stop a mercato tutelato. “Regalo alle aziende energetiche”

Con l'addio alle tariffe fissate dall'authority, secondo le associazioni dei consumatori, i costi aumenteranno. Perché i reclami dimostrano che sul mercato libero sono ancora frequenti pratiche commerciali scorrette, pubblicità ingannevoli e lentezze nel passaggio da un operatore all'altro, con annesso rischio di doppia fatturazione

L’abolizione del “mercato tutelato” per famiglie e piccole imprese slitta al 2018. Venerdì scorso il Consiglio dei ministri ha varato la legge sulla concorrenza fissando il nuovo termine. Le prime bozze prevedevano l’abbandono delle bollette protette nel 2015 per il gas e nel 2016 per la luce. Ma evidentemente la levata di scudi delle associazioni dei consumatori e le perplessità dell’Autorità per l’energia (Aeegsi) hanno costretto il governo a tirare il freno.

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Ecco lo spalmaincentivi

È stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la Legge 116/2014, che ha convertito il Decreto Competitività (DL 91/2014). La norma rimodula gli incentivi riconosciuti alle energie rinnovabili, stanzia 350 milioni di euro per l’efficientamento energetico di scuole e università pubbliche e prevede un credito di imposta del 15% per gli investimenti in macchinari nuovi.

MISURE SPALMA INCENTIVI

Le Pmi saranno agevolate con un taglio alle bollette energetiche. Per contro, per poter attuare questa misura sarà necessario coprire i costi con la rimodulazione degli incentivi riconosciuti agli impianti per la produzione di energia da fonti rinnovabili. Si tratta di un’operazione che colpirà in modo retroattivo anche gli impianti fotovoltaici già funzionanti.

Dal secondo semestre 2014, il Gestore dei servizi energetici (GSE) eroga le tariffe incentivanti per gli impianti fotovoltaici installati e in funzione con rate mensili costanti, in misura pari al 90% della producibilità media annua stimata di ciascun impianto ed effettua il conguaglio, in relazione alla produzione effettiva, entro il 30 giugno dell’anno successivo.

Da gennaio 2015, gli incentivi per l’energia prodotta dagli impianti fotovoltaici installati e funzionanti, di potenza nominale superiore a 200 kW, sono rimodulati a scelta dell’operatore, che può optare tra queste tre alternative

1. la tariffa è erogata per un periodo di 24 anni, decorrente dall’entrata in esercizio degli impianti, ed è ricalcolata secondo le percentuali di riduzione indicate nell’allegato 2:

- 12 anni residui > riduzione incentivo pari al 25%
- 13 anni residui > riduzione incentivo pari al 24%
- 14 anni residui > riduzione incentivo pari al 22%
- 15 anni residui > riduzione incentivo pari al 21%
- 16 anni residui > riduzione incentivo pari al 20%
- 17 anni residui > riduzione incentivo pari al 19%
- 18 anni residui > riduzione incentivo pari al 18%
- oltre 19 anni residui > riduzione incentivo pari al 17%

2. l’incentivo è erogato in 20 anni e rimodulato secondo modalità da individuare entro il 1° ottobre 2014 con decreto del Ministro dello Sviluppo Economico. I calcoli saranno effettuati simulando l’adesione di tutti gli operatori e ponendosi come obiettivo un risparmio di 600 milioni di euro all’anno per il periodo 2015-2019, rispetto all’erogazione prevista con le tariffe vigenti.

3. La tariffa incentivante è erogata in 20 anni e ridotta, per il periodo residuo di incentivazione, di una percentuale proporzionale alla potenza dell’impianto:

- 6% per gli impianti da 200K w a 500 K w;
- 8% per gli impianti da 500Kw a 900 Kw;
- 10% per gli impianti di potenza nominale superiore a 900 Kw.

Gli operatori devono comunicare la propria scelta al GSE. In caso contrario verrà applicata automaticamente la terza opzione.

Per le tariffe onnicomprensive erogate ai sensi del quinto Conto Energia (DM 5 luglio 2012), le riduzioni si applicano alla sola componente incentivante (calcolata secondo l’art. 5, comma 2, del DM 5 luglio 2012).

Il provvedimento lascia scontenti gli operatori del settore. Assorinnovabili ha scritto alla Commissione Europea chiedendo l’apertura di una procedura di infrazione contro lo Stato Italiano per violazione della Direttiva 2009/28/CE che aveva fissato i target europei per lo sviluppo delle energie rinnovabili. In una nota diramata prima della pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale, l’associazione che raggruppa gli operatori del settore ha annunciato che coordinerà i ricorsi delle migliaia di operatori, sia nazionali sia esteri “ingiustamente penalizzati da un provvedimento che modifica unilateralmente e retroattivamente i contratti sottoscritti con il GSE”

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Francia: l’Energy Bill a settembre in Parlamento

(Rinnovabili.it) – Una nuova spinta alla diffusione delle rinnovabili arriva direttamente dalla Francia, che finalmente ha deciso di approvare il nuovo Energy Bill. Tra le indiscrezioni comunicate anche la possibilità che grazie al nuovo regime si vadano a mobilitare circa 10 miliardi di euro in investimentinel campo delle tecnologie pulite e dell’efficienza energetica.

 

Il gabinetto francese ha approvato il disegno di legge proposto Mercoledì scorso, aprendo la strada per il prossimo autunno quando il tutto verrà ridiscusso in Parlamento. Nel disegno di legge è contenuta una serie di provvedimenti orientati a ridurre le emissioniprodotte dal settore energetico francese, ridurre la dipendenza del paese dall’energia nucleare e accelerare gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili.

In particolare, il disegno di legge propone l’obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra del 75 per cento entro il 2050 e far salire la quota di rinnovabili nel mix energetico nazionale dal 12% del 2012 al 32% nel 2030.

La nuova normativa non si interesserà esclusivamente di energia. Il disegno di legge prevede infatti una serie di proposte per la diffusione delle auto elettriche sul territorio nazionale offrendo incentivi per gli automobilisti che scelgono di cambiare la loro auto ad alimentazione tradizionale con un EV favorendo anche il settore pubblico nell’acquisto di veicoli a emissioni zero provvedendo all’istallazione di una rete nazionale di ricarica.

Ancor più significativo, il disegno di legge propone una serie di nuove agevolazioni fiscali e prestiti a tasso zero per aiutare gli investimenti in misure di efficienza energetica ed energie pulite.

 

“Quello che è importante è usare la nostra immaginazione”, ha detto , il ministro dell’Ambiente Segolene Royal“Quello che abbiamo fatto è ingegneria finanziaria”.

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La casa energeticamente indipendente

Una delle richieste più frequenti che ricevono gli installatori dai propri clienti è quella di “staccarsi” dalla rete del gas e dell’energia elettrica. Quasi sempre questa drastica soluzione non è attuata per il costo relativo di una tale operazione o per la mancanza di esperienza dell’installatore. Però ci sono casi in cui la cosa più economica da fare è proprio questa. Una casa alimentata a GPL o gasolio, soprattutto se lontana da un allaccio a metano, ha dei costi di gestione annuali di norma molto elevati. In questi casi un investimento drastico su una alternativa a “zero emissioni” può essere la soluzione migliore.

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Sistemi di accumulo, ecco le regole proposte dall'Autorità

Con la pubblicazione, nei giorni scorsi, di un documento di consultazione, l'Autorità per l'Energia inizia a scrivere le attese regole per i sistemi di accumulo, già oggetto di aggiornamenti delle norme CEI e gelati dalla recente moratoria provvisoria del GSE, che, proprio in attesa di un quadro normativo chiaro, ha impedito l'accesso agli incentivi agli impianti che installano le batterie.

Il Dco 613/2013/R/eel (allegato in basso), si occupa appunto degli accumuli "domestici", escludendo esplicitamente i sistemi di accumulo installati dai gestori di rete e dunque i progetti pilota sui quali sta lavorando Terna. Scopo: “definire le modalità di accesso e di utilizzo della rete pubblica nel caso di sistemi di accumulo, nonché le misure dell’energia elettrica ulteriori eventualmente necessarie per la corretta erogazione di strumenti incentivanti o di regimi commerciali speciali”.

L'Autorità ritiene che ai fini della connessione alle reti pubbliche ai sensi del TICA, le batterie debbano essere trattate come impianti di produzione a fonti non rinnovabili. Ci si propone comunque di prevedere degli “strumenti che consentano flessibilità e semplicità, soprattutto nel caso di sistemi di accumulo installati presso impianti di produzione di energia elettrica già esistenti (anche impianti fotovoltaici ad uso domestico) per i quali appare eccessivamente complicata e priva di effetti pratici la definizione di nuove unità di produzione dedicate ai sistemi di accumulo e completamente indipendenti dall’impianto di produzione stesso”.

Transitoriamente, “fino al completamento di valutazioni in merito alle modalità di installazione e di utilizzo dei sistemi di accumulo anche ai fini della fornitura di servizi di rete”, la proposta Aeeg è che per gli accumuli si applichi quanto previsto per gli impianti di cogenerazione ad alto rendimento (cioè i corrispettivi a forfait nel caso di sistemi da connettere alle reti di media o bassa tensione; i corrispettivi correlati ai costi effettivi e proporzionali alla potenza, senza però lo sconto previsto per le fonti rinnovabili, nel caso di sistemi da connettere alle reti di alta e altissima tensione). Leggi Tutto...

Prezzi minimi garantiti alle rinnovabili, i tagli dell'Autorità

L'Aeeg ha pubblicato oggi la delibera che riduce i prezzi minimi garantiti agli impianti da rinnovabili in regime
di ritiro dedicato. Oltre ai tagli previsti dal documento di consultazione si riduce la quantità di energia
incentivata con i prezzi minimi: per il fotovoltaico da 2 a 1,5 milioni di kWh. Critiche dal mondo dell'energia
pulita.

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Utility contro produzione decentralizzata: RWE si rassegna alla transizione energetica

La transizione energetica sta mettendo in crisi il modello basato sulla generazione centralizzata da fonti convenzionali, a favore di rinnovabili e generazione distribuita. Le utility devono adeguarsi. Il gigante tedesco dell'energia sembra averlo capito e in un documento riservato traccia una svolta strategica verso nuovi modelli di business.

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