Energia elettrica, cambiare operatore non costa nulla, ecco come fare

In una famiglia italiana i costi per la bolletta dell’energia incidono in larga misura sul budget mensile. In molti vorrebbero cambiare operatore dopo aver trovato un’offerta più conveniente con un’altra compagnia, ma si lasciano condizionare dalle aspettative di un passaggio lungo e problematico, che magari richiede l’invio di plichi interi di documenti. Leggi Tutto...

Raffreddamento globale, un nuovo pericolo per l?ambiente

Raffreddamento globale pericoloso quanto il riscaldamento globale. A sostenerlo uno studio internazionale che ha visto coinvolti ricercatori delle università di Newcastle, UK, Cologne, Frankfurt e GEOMAR-Kiel, secondo il quale un calo di alcuni gradi nella temperatura terrestre sarebbe capace di modificare il percorso evolutivo delle popolazioni marine oceaniche. Leggi Tutto...

Con i dazi sul fotovoltaico cinese 1,3 GW in meno

Il mercato europeo del fotovoltaico nel 2013 si ristringerà di 6 GW e 1,3 GW di questo calo saranno conseguenza dei dazi anti-dumping sui prodotti cinesi imposti dalla Commissione. A compensare il crollo europeo ci sarà una crescita della domanda in Asia, e quindi a livello globale il mercato FV continuerà a crescere arrivando a 35 GW installati nel 2013.

Sono questi i dati che arrivano dall'ultimo report trimestrale di IHS. Novità più importante le previsioni sul Vecchio Continente, riviste al ribasso di 1,3 GWrispetto alle ultime a causa delle nuove barriere commericali che, come sappiamo, l'UE ha deciso di imporre sui prodotti cinesi (QualEnergia.it, Fotovoltaico cinese in Ue: i dazi e le motivazioni).

Secondo IHS in Europa quest'anno si installeranno 11,6 GW, il 33% in meno rispetto ai 17,7 GW del 2012. “Nonostante la Commissione abbia dato una possibilità, riducendo i dazi all'11,8% per i primi 60 giorni (nella speranza di trovare un accordo,ndr), IHS prevede un calo della domanda”, spiega Ash Sharma, direttore della ricerca sul solare a IHS. “Questo declino è in contrasto con un aumento delle importazioni dalla Cina, dato che gli acquirenti fanno scorta in vista degli ulteriori aumenti dei dazi che scatteranno ad agosto. Per questo IHS ha tagliato del 20%, ossia di 1,3 GW, le sue previsioni (sull'Europa, ndr), per la seconda metà del 2013”

Secondo il rapporto le riduzioni più consistenti nelle installazioni si registreranno in Italia e in Germania: da noi nel corso del 2013 le installazioni diminuiranno di 2 GW, in Germania di 3.

A spingere il mercato globale – che secondo IHS crescerà dell'11% passando dai 31 GW del 2012 a 35 GW – saràl'Asia, che sorpasserà il muro dei 15 GW installati in un anno, pesando così per il 45% delle installazioni totali.

I mercati più importanti saranno Cina e Giappone. Quest'ultimo, ricordiamo, sta vivendo un vero e proprio boom del FV dopo l'uscita dal nucleare e grazie ad incentivi tra i più generosi al mondo: secondo un' altra società di consulenza, GTM Research, dovrebbe arrivare a fine anno a 5,3 GW, ma potrebbe anche toccare i 6,1 GW.

Non ci sarà invece nessun paese europeo sul podio della top ten prevista da IHS (vedi tabella). Germania e Italia scendono al quarto e quinto posto, mentre gli Usa nel 2013 saranno il terzo mercato mondiale.

Un certo peso lo stanno acquisendo i piccoli mercati emergenti: installazioni per 5,9 GW (da dividere su circa 60 paesi) nel 2013, contro i 3,4 GW del 2012. Ma solo dall'anno prossimo i mercati emergenti saranno determinanti: IHS prevede per loro 9 GW nel 2014 e ben 16 GW al 2017.

Nonostante il crollo del mercato europeo, il fotovoltaico si avvia verso un maggior equilibrio tra domanda ed offerta. Secondo l'ultimo report di un'altra società di consulenza, Lux Research, che conferma in sostanza le previsioni di IHS per il 2013 (crescita globale dell'10,5%), la crisi da sovrapproduzione che affligge il settore saràsuperata nel 2015. Con la attuale moria di aziende e la crescita di nuovi mercati, entro due anni il divario tra domanda e offerta potrebbe scendere sotto al 12%.

Ancora meglio andrà negli anni successivi: spinta da Giappone, Cina e Stati Uniti, prevede Lux Research, la domanda mondiale salirà fino a 68 GW annui al 2018. La Cina, che crescerà con un tasso medio annuo del 15% per quell'anno installerà 12,4 GW; gli Stati Uniti, che saranno il secondo mercato mondiale, arriveranno a 10,8 GW.

 

fonte : qualenergia

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Quinto Conto Energia: pubblicata la graduatoria degli impianti fotovoltaici del 2?Registro

Il Gestore dei Servizi Energetici pubblica la graduatoria degli impianti fotovoltaici iscritti al secondo Registro in posizione tale da rientrare nei limiti di costo, formata sulla base delle dichiarazioni rese dai Soggetti Responsabili ai sensi del DPR 445/00 e della sola documentazione da allegare alla richiesta di iscrizione al Registro, prevista dal Decreto e dal Bando.


Sono stati ammessi in graduatoria n.3690 impianti, per una potenza complessiva di circa 726,85 MW e un costo indicativo cumulato annuo pari a circa 58,03 milioni di euro (Elenco A).


E' pubblicato altresì l’elenco degli impianti esclusi, i cui titolari riceveranno una specifica comunicazione recante i motivi di esclusione. Le ragioni di esclusione attengono, in via esemplificativa, alla riscontrata incompletezza e/o irregolarità della dichiarazione sostitutiva o alla riscontrata ammissione degli impianti, in posizione utile, già nella graduatoria afferente al primo Registro (Elenco B).


Si rammenta che è facoltà del GSE, ai sensi dell’art.13 del Decreto, effettuare verifiche dalle quali potrebbe derivare la decadenza dall’iscrizione al Registro nel caso in cui dovesse emergere la mancanza, all’atto dell’iscrizione, o il venir meno in un momento successivo dei requisiti necessari.


Si precisa, dunque, che l’ammissione in graduatoria non garantisce l’accesso agli incentivi che rimane subordinato alla verifica del rispetto di tutti i requisiti previsti dal quadro normativo e regolamentare di riferimento, inclusi quelli relativi ai criteri di priorità previsti dal Decreto, nonché alla verifica dell’assenza delle condizioni ostative di cui agli articoli 23 e 43 del D.lgs. 28/11.


Anche in considerazione del carattere concorsuale della procedura, si precisa che le caratteristiche dell’impianto, dichiarate nell’ambito della richiesta di iscrizione al Registro, devono essere rispettate in fase di realizzazione, pena la decadenza dall’iscrizione al Registro e/o la mancata ammissione agli incentivi.
Il termine di un anno entro cui l’impianto deve entrare in esercizio, a pena di decadenza, decorre dalla data odierna, data di pubblicazione della graduatoria.


Il GSE ricorda che, per gli impianti ammessi in graduatoria ed entrati in esercizio in data antecedente la pubblicazione della stessa, il termine di 15 giorni solari, entro cui il Soggetto Responsabile è tenuto a far pervenire al GSE la richiesta di concessione della tariffa incentivante, decorre dalla data odierna.


La cessione dell’impianto o la cessione dell’iscrizione al Registro ad esso riferita, effettuata in data precedente alla data di entrata in esercizio dell’impianto, comporta la decadenza dalla graduatoria.

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Oneri sull'autoconsumo, l'anacronistica e irrealizzabile visione dell'Autorit

Davanti all’assemblea di Confindustria, il ministro Zanonato ha affermato che in materia di energia “la linea da seguire è in gran parte tracciata: è stata recentemente definita unaStrategia Energetica Nazionale con obiettivi e priorità chiare, che condividiamo”. Non è così. La mancanza di visione della SEN rispetto all’architettura di lungo periodo del sistema elettrico è stata messa impietosamente a nudo dall’Autorità per l'Energia, che con i documenti di consultazione 183 e 209 ha, lei sì, delineato il sistema elettrico di domani. Copiando quello di ieri (vedi QualEnergia.it, Oneri sull'autoconsumo: il FV su tetto è già in pericolo?).

Per l’Autorità il sistema elettrico è un insieme di produttori e clienti finali che si interfacciano attraverso una rete pubblica. La generazione distribuita è l’eccezione, e la regolazione deve ricondurne l’economia a quella della generazione centralizzata. In più, nessun trattamento di favore deve spettare alla produzione da fonti rinnovabili, fatta salva l’incentivazione esplicita ove ritenuta opportuna dal legislatore (la contrarietà dell’Autorità è nota).

Le implicazioni operative di questa visione sono immediate: assoggettare l’autoconsumo a oneri di rete e oneri di sistema, eliminare i benefici dello scambio sul posto, ecc. Ove tali misure non rientrassero nelle prerogative dell’Autorità, essa intende sensibilizzare il legislatore affinché disponga le opportune basi normative.

La visione dell’Autorità è anacronistica, per due ragioni fondamentali. In primo luogo, l’ostinazione nel segregare produzione e consumo confligge con l’evoluzione tecnologica dei sistemi di generazione distribuita e di accumulo. È ormai chiaro cheandiamo verso case, uffici e fabbriche in grado di interagire con la rete in modo bidirezionale, prelevando ovvero immettendo energia a seconda delle esigenze non solo dell’utenza, ma della rete stessa.

L’Autorità vorrebbe assoggettare a oneri di rete e di sistema i consumi lordi di ogni utenza. A tal fine, propone di calcolare i consumi sommando ai prelievi dalla rete (misurati dal contatore) l’autoproduzione (misurata da un secondo contatore) e sottraendo l’energia immessa in rete. Domanda: e se l’impianto di utenza fosse dotato di batteria? Le perdite del ciclo di accumulo finirebbero nella base imponibile, pur non essendo consumi. Ma questo sarebbe discriminatorio rispetto agli impianti idroelettrici a pompaggio, che sono esentati dagli oneri. Quindi, imponiamo un terzo contatore? E se parte dell’autoproduzione andasse a caricare l’auto elettrica in garage, altro contatore? E chi sarebbe responsabile per la telelettura della flottiglia di contatori, il distributore? Auguri!

Frapporre contatori fra generazione distribuita, batterie e carichi non ha senso: il regolatore non deve entrare negli impianti di utenza, in una sorta di matrioska del sistema elettrico. Utenze e produttori diffusi devono essere liberi di interfacciarsi con il sistema elettrico in forma aggregata, sulla base dei flussi netti di energia in un unico punto di connessione, rinunciando ovviamente ai benefici che l’accesso individuale a rete e mercato comporta.

La seconda ragione per cui il punto di vista dell’Autorità è anacronistico è cheostacola la responsabilizzazione delle utenze rispetto al profilo di prelievo/immissione di energia in rete. Con la crescente penetrazione di fonti intermittenti, la gestione aggregata di carichi, accumuli e impianti di generazione distribuita diventa un elemento essenziale di flessibilità per il sistema. Ma perché ciò avvenga occorre che i sistemi semplici di produzione e consumo non vengano derubricati dall’Autorità a mera elusione di oneri di rete e di sistema, e come tale osteggiati.

Ammessa e non concessa un’emergenza di base imponibile per oneri di rete e di sistema, si intervenga piuttosto, in modo razionale, sulle logiche di imputazione delle singole voci di costo. Per gli oneri di rete, si ipotizzi ad esempio un’imputazione in misura fissa sulla potenza impegnata (la rete è dimensionata per servire la domanda di punta: meno potenza impegnata uguale meno rete e meno costi). Per la copertura dell’incentivazione delle rinnovabili si passi a una carbon tax, e così via.

Ma non si applichino logiche di ieri all’architettura di domani, congelando l’evoluzione del sistema. A ben vedere, è proprio alla SEN che bisogna rimetter mano. Il disegno del sistema elettrico di domani è policy nel senso più alto del termine, e la policy non può essere demandata ai documenti di consultazione del regolatore.

 

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